“Se vuoi costruire una nave, non devi per prima cosa affaticarti a chiamare la gente a raccogliere la legna e a preparare gli attrezzi; non distribuire i compiti, non organizzare il lavoro.
Ma invece prima risveglia negli uomini la nostalgia del mare lontano e sconfinato.”
– Antoine de Saint-Exupery
Un Paese Ci Vuole è uno spazio di dialogo sul futuro dell’agricoltura, dei sistemi alimentari e delle comunità che li rendono possibili.
L’edizione 2025 ha scelto un tema urgente e universale: l’acqua.
Elemento essenziale e trasversale, l’acqua è il filo che unisce ciò che spesso immaginiamo separato: terra e mare. Due mondi solo in apparenza distanti, ma accomunati da sfruttamento, scarsità e cattiva gestione.
Così come ci occupiamo della fragilità delle aree rurali, crediamo sia necessario imparare a guardare anche al mare come a un territorio vivo, vulnerabile e bisognoso della stessa attenzione.
Perché senza acqua non c’è cibo; senza mare non c’è equilibrio; senza cura non c’è futuro.
Acqua come racconto del presente
La prima parte dell’incontro si è svolta sul mare di Selinunte, a bordo di un Caicco, dove Andrea Morello ed Enrico Salierno (presidente e vicepresidente di Sea Shepherd Italia) hanno condotto un dialogo emozionante e lucido sulla condizione dei nostri mari, sull’urgenza di proteggere la biodiversità e sulla profonda connessione tra il cibo e gli ecosistemi oceanici. Durante l’incontro, Morello e Salierno hanno voluto anche raccontare le difficoltà che sta attraversando il nostro mare, riflettendo sull’interazione e sull’impatto che abbiamo come civiltà sull’oceano, e sull’importanza di sviluppare consapevolezza e curiosità.
La serata è proseguita con un concerto al tramonto di Fabrizio Cammarata, cantautore palermitano, e una cena in cambusa.
Il giorno dopo si è aperto con la colazione curata da Bar Vabres ed Ecologica Bistrot di Palermo, seguita dall’ormai tradizionale Asta del Pesce di Marina di Selinunte. Da lì, il gruppo ha raggiunto gli ulivi della tenuta Rocchetta, per osservare da vicino la raccolta manuale delle olive e il lavoro agricolo quotidiano che sosteniamo noi di INCUSO, prima di procedere con il fulcro dell’evento, il talk.















Talk — Cibo | Futuro | Acqua
Il talk, avvenuto all’ombra degli ulivi di Tenuta Rocchetta e moderato da Luca Martinelli, ha riunito produttori, chef, giornalisti ed esperti del settore per discutere dell’importanza dell’acqua nel sistema agroalimentare da diverse prospettive.
Acqua e suolo
Per Paolo Pileri, professore di pianificazione ambientale al Politecnico di Milano, acqua e suolo sono inseparabili: un terreno vivo trattiene e distribuisce l’acqua; un suolo impoverito la disperde. Chiedersi da quali suoli provenga il nostro cibo diventa una forma di alfabetizzazione ecologica.
Acqua e montagne
Riccardo Felicetti, amministratore delegato del pastificio Felicetti, ha riportato lo sguardo alle sorgenti alpine: luoghi dove l’acqua non è solo risorsa tecnica, ma origine identitaria di una filiera, una radice invisibile che tiene in equilibrio un intero ecosistema produttivo.
Ha sottolineato anche il paradosso contemporaneo: pur essendo un elemento così prezioso, l’acqua viene ancora sprecata sia nei processi industriali sia nei gesti domestici (come la cottura della pasta). Il suo intervento ha evidenziato la responsabilità condivisa - aziende e cittadini - nel preservare un bene che non può essere dato per scontato.
Acqua e mare
Riprendendo il filo della giornata precedente, Morello e Salierno hanno mostrato come gli squilibri generati sulla terra stiano migrando verso il mare. Pesca intensiva, allevamenti sovradimensionati, modelli estrattivi: le stesse logiche che impoveriscono il suolo stanno minacciando gli ecosistemi marini.
La loro riflessione ha reso evidente che una transizione alimentare non può ignorare ciò che accade nell’acqua.
Acqua e saperi
Juri Chiotti, chef, contadino e pastore, ha ricordato che la gestione dell’acqua è un sapere condiviso e che la collaborazione tra chef, agricoltori, studiosi e cittadini è oggi più necessaria che mai.
Dal mondo della birra, Giuseppe Biundo (birreria Bruno Ribadi) ha mostrato un esempio concreto: recupero dell’acqua, riuso della CO₂, riduzione dell’impatto. Ogni litro risparmiato come scelta politica. A chiudere il cerchio, Marco Ambrosino ha riportato l’acqua alla sua dimensione culturale: non una risorsa da gestire, ma una compagna da curare. "L’acqua fa una cosa bellissima - dice Marco - se hai un bicchiere d’acqua sporca e continui a versarci dentro acqua pulita, a un certo punto l’acqua torna pulita. Questo ci dà un’indicazione: fare cose buone, anche piccole, anche se sembrano inutili, prima o poi funziona."
Cena pieds dans l’eau al Lido Zabbara
La cena conclusiva al Lido Zabbara ha riunito tutti intorno a una tavola lunga e condivisa, costruita come una freccia rivolta ai Templi di Selinunte.
Una jam session di cuochi e produttori, senza menù e senza gerarchie: un atto corale, spontaneo, nato dal desiderio di costruire qualcosa insieme.
Un Paese Ci Vuole come strumento di consapevolezza
Con l’edizione 2025, Un Paese Ci Vuole continua il suo percorso di trasformazione: da incontro annuale a strumento permanente di consapevolezza e connessione.
Un progetto che vuole accorciare sempre di più la distanza tra chi produce e chi consuma, costruendo un ecosistema capace di dare voce ai territori e a chi se ne prende cura.